Quante meraviglie può riservarci una scuola?

Tante, se parliamo del liceo scientifico Oberdan, che dall’alto del colle di San Vito si erge maestoso, nascondendoci aule storiche e oggetti scientifici di tale valore da far invidia a qualsiasi museo.

Ma conosciamo davvero la storia di questo liceo? Ufficialmente, tutto parte dal 1923, quando l’istituto venne intitolato a Guglielmo Oberdan, illustre alunno della Civica Scuola Reale Superiore. Quest’ultima a molti potrebbe risultare sconosciuta, ma in realtà è proprio da qui che inizia la nostra storia. Infatti, il nostro istituto raccoglie l'eredità della Civica Scuola Reale Superiore tedesca, sorta a metà Ottocento, con sede in Via dell’Acquedotto 14, oggi Viale XX Settembre 26 e sede della Divisione Julia, scuola media. Viene poi istituita una succursale in Via delle Scuole Nuove 12, nel rione di San Giacomo, quella che diventerà la sede attuale dell’Istituto Tecnico Commerciale da Vinci.

Nel 1923, con la riforma Gentile, nasce il corso di studi scientifici ed è proprio in quest’anno che il liceo Oberdan inizia la sua attività nell’attuale Via Paolo Veronese, dove aveva avuto sede, per poco tempo, il Liceo Petrarca, che a questo punto verrà trasferito in Via dell’Acquedotto. Ed è proprio grazie a questo trasferimento che possiamo vantare una ricca strumentazione scientifica.

Alla luce di queste conoscenze, quest’anno è stato avviato un progetto di riscoperta e di risistemazione di tutti quei gioielli che l’Oberdan aveva tenuto nascosti e, perché no, anche un po’ trascurati. Sono numerosi oggi gli oggetti disponibili, riguardanti tutti gli ambiti scientifici: dalla biologia alla chimica passando per la fisica. Riguardo quest’ultimo settore gli studenti e le studentesse hanno deciso di dedicarsi ad un’attività che varca i confini della teoria e che ha consentito loro di toccare con mano tutto ciò che finora avevano visto solo sui libri.

Il progetto rientra nell’ambito dell’alternanza scuola lavoro in quanto i ragazzi e le ragazze hanno effettuato un percorso di preparazione che ha permesso loro di acquisire gli elementi di base del lavoro di guida museale. Si sono recati presso l’Immaginario Scientifico di Trieste dove, avendo avuto la possibilità di sperimentare direttamente le conoscenze da loro acquisite, sono entrati in contatto con il mondo delle guide. L’esperienza ha dato loro le basi per compiere questo lavoro all’interno del futuro museo scolastico, ovvero si occuperanno di monitorare il corretto funzionamento delle macchine e di spiegare il loro meccanismo.

Le ragazze ed i ragazzi hanno iniziato il lavoro effettivo sugli strumenti grazie alla supervisione dell’ingegnere Pier Andrea Malfi, curatore scientifico del museo Traversi del liceo Foscarini di Venezia, che li ha avviati nel lavoro di identificazione e catalogazione degli elementi ma sono stati egregiamente seguiti dalle insegnanti di fisica del Liceo, Severi Paola, Ferrati Donatella, Susanna Ravagnan e Sabrina Todaro. Sono stati aperti gli armadi del secondo piano e dopo un’accurata pulizia e indagine, sono stati scelti gli strumenti più interessanti e curiosi da poter esporre in una mostra che si svolgerà agli inizi di giugno. Non va inoltre dimenticato il lavoro effettuato nella sezione staccata della biblioteca, depositata in una stanza nei sotterranei del Liceo, dove sono stati trovati molti libri scientifici, la maggior parte dei quali in lingua tedesca, e molti attrezzi caduti nel dimenticatoio per anni, che sono stati raccolti e sistemati da ragazzi e insegnanti.

 

 

 


Pubblicata il 31 maggio 2018

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