Le idee sono chiare sin dal principio. Offrire qualità e competenze, un sapere a tutto tondo che nel tempo è divenuto uno dei tratti distintivi del liceo Oberdan.
La prima campanella suona ufficialmente il 12 novembre 1923, ma in realtà questa scuola ha già una lunga storia alle sue spalle. Infatti il nostro istituto raccoglie l'eredità della Civica Scuola Reale Superiore, sorta a metà Ottocento e attiva nel cuore operoso della Trieste di allora, a pochi passi da Ponterosso, in quella "Casa Muratti" posta tra le vie San Lazzaro, San Giovanni (oggi via Imbriani) e Nuova (oggi via Mazzini).
Nel giro di pochi decenni questa realtà educativa si sviluppa, raccoglie sempre più ragazzi e viene spostata nella zona dell'allora Acquedotto, l'odierno Viale. Siamo ai primi del Novecento, e la vitalità della città si riflette non solo a livello commerciale, bensì anche sul piano culturale, tanto che in zona San Giacomo viene costruita la succursale della Civica Scuola, un edificio che in seguito diventerà sede del "Da Vinci". E poi c'è il passaggio della città all'Italia.
Nel primo dopoguerra dunque questo centro d'eccellenza viene associato, come sezione fisico-matematica, all'istituto tecnico comunale "Galilei", per poi assumere la sua connotazione definitiva. Infatti con la riforma Gentile del '23 viene istituito un nuovo corso di studi, il liceo scientifico, che vuole offrire una preparazione solida in tutto l'arco dei saperi, aprendo le porte all'incontro tra mondo umanistico e scientifico.
Da lì il passo è breve, perché la sezione fisico-matematica diventa autonoma, e va a confluire nel nuovo liceo. A questo punto alla scuola mancano solo il nome e la sede. Quanto al nome, il collegio docenti di allora sceglie quello di Guglielmo Oberdan, ex alunno della Civica Scuola, lì presente tra il 1869 e il 1877. Quanto alla collocazione, la scelta ricade sul Colle di San Vito. Il "Petrarca", che lì trovava la sua sede, si sposta in Acquedotto, e l'Oberdan quindi inizia le sue attività fin da subito in via Veronese.
Il nuovo progetto educativo proposto dal liceo piace a Trieste. Lo si intuisce subito dalle iscrizioni e dai passaggi di tanti ragazzi da altre scuole. Ma non solo, perché oltre a ciò si registra un dato curioso: se l'istituto investe fin da subito nell'offerta didattica per un puntuale ammodernamento e i contributi pubblici non mancano, in realtà è anche la stessa cittadinanza a intervenire con donazioni private, tra collezioni e strumentazioni scientifiche.
Così si rende necessario un ampliamento della struttura, fatto che accade nel '56, proprio poco prima del boom socio-economico dell'Italia degli Anni Sessanta. Viene edificata una nuova ala, e la scuola viene dotata anche di palestre e campi sportivi. Dopo tutto questo, cosa è mutato? Tanto, perché l'Oberdan ha mantenuto costante il passo del cambiamento, aggiornando programmi e strumenti educativi anche secondo spunti offerti dalla società e dall'esperienza.
Eppure, un tratto saliente è rimasto inalterato. Perché dentro l'attenzione al nuovo permane il desiderio di non perdere lo spirito dell'inizio. E quindi la passione verso la realtà scientifica in tutte le sue forme e verso l'universo umanistico in tutte le sue espressioni resta intatta. L'effetto di questo entusiasmo persiste pure nell'opera di tanti ex alunni diventati poi adulti, che anche grazie alla solida preparazione raggiunta al tempo del liceo poi hanno dato il loro contributo alla società con competenza, con senso critico.
E con creatività.


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